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Oggetti di valore in cambio di uno sguardo indulgente sulle verifiche fiscali. E’ quanto la Procura della Repubblica di Treviso contesta a un imprenditore e due militari della Guardia di Finanza locale, un capitano ed un luogotenente, che ora si trovano agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Molto pesante l’ipotesi  di reato:  corruzione. I finanzieri arrestati avrebbero ottenuto dal presunto corruttore oggetti di valore incontrandolo al di fuori dell’orario di lavoro in cambio di… indulgenza.
Secondo quanto riferito nel corso di una conferenza stampa al palazzo di giustizia di via Verdi di Treviso i tre sono finiti agli arresti domiciliari per un addomesticamento di una verifica fiscale.
“C’è amarezza per quel che è successo ma questo episodio dimostra che la nostra istituzione funziona”, ha dichiarato il comandante provinciale delle fiamme gialle, Alessandro Serena.
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