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22 ottobre 2017, data storica, almeno dal punto di vista simbolica, per Veneto e Lombardia.
Il presidente del Veneto Luca Zaia e quello della Lombardia, Roberto Maroni hanno deciso che il referendum consultivo per l’autonomia delle rispettive regioni si terrà in quella data. La data proposta da Zaia è stata confermata dal governatore lombardo dopo che non era stata data risposta dal Governo alla proposta comune di un election day con le amministrative.
“La convergenza con la Lombardia sul 22 ottobre per il referendum sull’autonomia è indubbiamente importante, ma per il Veneto questa data ha un’importanza del tutto particolare perché è una data simbolo, in quanto andremo al voto esattamente 151 anni dopo il plebiscito con cui la nostra regione fu annessa al Regno d’Italia”.

A metterlo in risalto è il presidente del Veneto Luca Zaia dopo la conferma da parte del presidente lombardo Roberto Maroni che la data della convocazione dei referendum sull’autonomia che le due Regioni celebreranno sarà la stessa.

Il presidente veneto ricorda infatti che il 21 e il 22 ottobre 1866 venne ufficialmente convocato il plebiscito per sancire l’annessione al Regno d’Italia di Venezia, delle province venete e di quella di Mantova, territori ceduti alla Francia dall’Impero austriaco a seguito dell’esito della terza guerra di indipendenza.

Il plebiscito fu a suffragio universale maschile e richiedeva l’apposizione di un Sì o di un No sul quesito referendario che diceva: “Dichiariamo la nostra unione al Regno d’Italia sotto il Governo monarchico-costituzionale del re Vittorio Emanuele II e de’ suoi successori”. Rispetto alla popolazione totale delle province venete, che secondo il censimento austriaco era di quasi 2 milioni e mezzo di abitanti, gli aventi diritto al voto furono meno del 30%. La maggioranza che si espresse per l’annessione risultò più che “bulgara”, con soli 69 voti contrari su circa 650 mila votanti.

“Noi speriamo – prosegue Zaia – che il nostro referendum si trasformi nella risposta corale dei veneti a quel plebiscito del 1866 e che il Veneto voti compatto, dichiarando anzitutto e soprattutto la propria autonomia e la sua storica e genetica voglia di autodeterminazione. Quella stessa che Regioni e Province confinanti hanno e che anche noi abbiamo il diritto di avere”

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