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Al termine di un lungo e complesso percorso, è stata individuata una soluzione per il rilancio della “Superstrada Pedemontana Veneta (S.P.V.)”.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha presentato, nel corso di una seduta del consiglio regionale le strategie previste, utilizzando una serie di slide. La Regione imporrà un’addizionale Irpef sui cantieri della Pedemontana per chiudere l’opera (in aggiunta al contributo statale); l’incasso delle tariffe sarà direttamente a opera della Regione; la remunerazione del concessionario avverrà con il solo canone di disponibilità; l’imposizione di un termine certo per il closing finanziario dell’opera; l’imposizione di termini e penali per gli espropri.

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Gli elementi principali del “Terzo atto convenzionale” che sarà prossimamente sottoscritto fra Concedente (Regione del Veneto) e Concessionario (SIS), sono:
• Un nuovo piano di traffico commissionato dalla Regione e redatto dalla società Area Engineering nel febbraio 2017 che prevede un traffico medio pari a 27 mila veicoli al giorno;
• Tariffe contrattuali scontate, rispetto a quelle originarie, del 23 per cento per i veicoli leggeri e del 16 per cento per i veicoli pesanti;
• Una modifica delle titolarità dei proventi da pedaggio, che passa dal concessionario (SIS) al concedente (Regione del Veneto);
• Conseguente diminuzione degli introiti della concessione per il concessionario (SIS) pari a 6,7 miliardi di euro;
• Eliminazione dell’originario canone di disponibilità a carico della Regione del Veneto che era pari a 532 milioni di euro in 15 anni;
• Accentuazione – a carico del concessionario (SIS) – del rischio di qualità, manutenzione e buon funzionamento dell’opera in fase di gestione;
• Aumento del contributo pubblico in contro costruzione, a carico della Regione del Veneto, per 300 milioni di euro;
• Rimodulazione del PEF dall’originaria formula “ricavi da tariffa + canone” a “ricavi unicamente da canone”;
• Allineamento della convenzione alle migliori operazioni europee in materia di PPP (Public Private Partnership). Si tratta dell’unica convenzione italiana formulata in siffatta modalità;
• Obbligo del concessionario ad addivenire al closing finanziario in tempi certi.
Notevoli i benefici che l’operazione consente di conseguire:
a) Risparmio per la Regione pari a 9,5 miliardi (7,6 miliardi di riequilibrio che la Regione del Veneto avrebbe sicuramente dovuto affrontare per effetto della differenza fra pedaggi contrattuali e pedaggi derivanti dalle nuove stime di traffico + 426 milioni di vecchio canone + 22% di Iva = 9,5 miliardi)
b) Stabilità e certezza dei flussi finanziari
c) Complessiva bancabilità del progetto
d) Scomparsa definitiva delle originarie clausole di riequilibrio finanziario a carico della Regione
e) Imposizione di un termine certo per il closing finanziario
f) Imposizione di termini e penali per il pagamento degli espropri
Alla buona riuscita dell’operazione hanno contribuito la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Avvocatura dello Stato, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), la Cassa Depositi e Prestiti, la Banca Europea degli Investimenti, la Corte dei Conti e il NUVV.
La gran parte delle prescrizioni mosse da Anac e Corte dei Conti in regime commissariale sono state affrontate e risolte.