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Continua a far discutere il presunto falso dipinto del pittore Dominikos Theotokopoulos detto «El Greco» esposto alla mostra sul grande artista allestita a Ca’ dei Carraresi a Treviso. L’opera era stata sequestrata dai finanzieri nell’ultimo giorno della mostra. Si tratta del «San Francesco », olio su rame attribuito al pittore cretese. Tutto parte dal tribunale di Parigi che ha chiesto alla magistratura italiana di sequestrarlo.

Per la cronaca, già nel 2001 Treviso fu al centro di una polemica quando furono esposte nelle sale della mostra «Vincent Van Gogh e l’Album Giapponese» al posto degli originali, copie di disegni.
Il quadro, del valore di circa 500 mila euro, proviene dalla collezione privata di un imprenditore di Reggio Emilia. A far scattare l’indagine e il sequestro, sarebbe stato l’esposto di un noto collezionista che si è rivolto ai magistrati francesi con elementi sufficienti a far aprire un’indagine, che ha portato all’individuazione del quadro incriminato nel catalogo nella mostra, organizzata da Kornice e curata da Andrea Brunello. La giustizia francese ha proceduto con una rogatoria internazionale, ne hanno chiesto il sequestro probatorio che è stato eseguito dagli uomini della polizia giudiziaria della finanza il primo maggio scorso. L’inchiesta è cominciata dopo che il principe del Liechtenstein ha acquistato un Cranach a Londra per sette milioni di euro. Una tela poi esposta in Provenza, ma sospettata di essere falsa. Da lì l’avvio delle indagini e l’apertura di una pista che ha portato fino al dipinto di El Greco esposto a Treviso.
Oggi arriva la difesa di Vittorio Sgarbi. «Il quadro sequestrato è autentico e quest’inchiesta sarebbe ridicola se non fosse assurda» ha dichiarato il critico. «La vicenda è paradossale – prosegue Sgarbi, intervistato dal Corriere del Veneto – e lega il “San Francesco” a un altro presunto falso, la “Venere” di Lucas Cranach “il Vecchio”»
 
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«Il sequestro di El Greco -dichiara alla Tribuna di Treviso- è avvenuto in subordine ai dubbi su un’altra opera in possesso della stessa persona, un Cranach. Un gallerista francese un giorno si è svegliato dicendo che quel Cranach è un falso, e un giudice francese gli ha dato retta sequestrandolo al proprietario, collezionista ma anche pittore, che conosco. In quel frangente si è scoperto che il collezionista possedeva anche questo El Greco, che ha acquistato insieme a me, e che in quel momento figurava appunto prestato a Treviso. E quindi, lo hanno sequestrato, di fatto, per stabilire se, attraverso il confronto tra il Cranach e questo El Geco, il Cranach possa risultare falso. Insomma, per una simile verifica è stata ordinato il sequestro anche della seconda opera. Una follia: sono due opere originali, altrimenti il falsario sarebbe un genio»