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Incredibile vicenda nel Basso Vicentino, ad Albettone, paese al centro delle cronache qualche mese fa per le iniziative del sindaco Joe Formaggio, chiamato sindaco sceriffo. Raccontare di essere rimasti vittime di furti o rapine nel Comune in cui il sindaco aveva messo i cartelli anti nomadi era fin troppo facile e nelle ultime settimane non si era parlato d’altro delle continue aggressioni a Emanuele Marin. L’uomo ha trovato per diverse volte un ladro straniero in casa, che fuggiva non prima di averlo aggredito e ferito.
I racconti dello “sfortunato” cittadino di Albettone, aveva lasciato da subito perplessi i Carabinieri della Compagnia di Vicenza, che al termine di una serie di complessi accertamenti, hanno fatto piena luce sulla vicenda, denunciandolo per procurato allarme e simulazione di reato.
Tutto era cominciato lo scorso 13 settembre, quando Marin aveva denunciato ai Carabinieri di Campiglia un tentativo di furto presso la sua abitazione, avvenuto alcuni giorni prima. Nella circostanza, nonostante il tempo trascorso, i militari avevano effettuato un sopralluogo nell’abitazione, che si presentava effettivamente a soqquadro, sebbene, come confermato dalla stessa vittima senza alcun dubbio, nulla fosse stato asportato. Gli ingressi dell’abitazione poi non presentavano stranamente alcun segno di scasso. L’episodio aveva avuto una vasta eco nella stampa locale e aveva anche la particolarità di avvenire nel Comune del sindaco sceriffo Joe Formaggio.
Il giorno seguente il Marin aveva “rilanciato”, dichiarando ai Carabinieri di Campiglia dei Berici che alle 5.30 del mattino era scattato l’allarme della sua abitazione e che nella circostanza si era posto all’inseguimento del presunto ladro, un cittadino extracomunitario che aveva sorpreso nel tentativo di introdursi in casa, con cui aveva avuto una durissima colluttazione a seguito della quale aveva subito una lesione al ginocchio.

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Verosimilmente soddisfatto dall’eco mediatica delle sue dichiarazioni, il Marin ha deciso quindi di proseguire nella sua condotta ed il 19 scorso ha richiesto ben 3 interventi ai Carabinieri della Compagnia di Vicenza, narrando situazioni fonte di sempre maggior dubbio da parte dei Carabinieri che stavano svolgendo le indagini; nello specifico, di aver “incrociato” al mattino in diverse circostanze, nell’arco di poche ore, l’extracomunitario in questione, dapprima nel giardino dell’abitazione e successivamente in Albettone ed averlo nuovamente rincorso ed affrontato, senza riuscire a bloccarlo. Nonostante le crescenti perplessità sulla vicenda, i Carabinieri hanno garantito ancora una volta un intervento tempestivo, dirottando ben 2 autoradio tra Albettone e Campiglia per le ricerche del “fuggitivo”.
Non pago, alle 13 successive il Marin ha richiesto un ulteriore intervento alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Vicenza, asserendo di aver visto nuovamente vicino a casa sua il giovane extracomunitario, armato questa volta di una spranga e pistola, e di averlo affrontato ancora a mani nude, ricevendo un colpo sulla spalla con la citata spranga di ferro.
Quest’ultimo fatto ha indotto i Carabinieri ad approfondire ulteriormente gli accertamenti, anche in ordine alla veridicità di quanto sino a quel momento narrato. Nel medesimo pomeriggio di ieri, in occasione della formalizzazione della denuncia relativa all’ultimo fatto occorso, i Carabinieri di Campiglia hanno quindi sentito ancor più approfonditamente sia il Marin che la consorte, consentendo di far emergere gravi discordanze tra le dichiarazioni dei due coniugi. A quel punto il Marin, che peraltro non presentava sulla spalla alcun segno visibile del presunto colpo di spranga ricevuto poche ore prima, messo alla strette, ha confessato ai militari di essersi inventato l’intera vicenda al fine di ottenere visibilità e notorietà. Caduto quindi il “castello” costruito nel corso dei giorni precedenti, sia l’uomo che la consorte sono stati denunciati in stato di libertà per procurato allarme e simulazione di reato.