PROLIFERAZIONE CINGHIALI NEI COLLI EUGANEI. CORAZZARI: “UN PROBLEMA CHE REGIONE ED ENTE PARCO NON SOTTOVALUTANO”

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“Capisco le preoccupazioni della Coldiretti, ma voglio rassicurare tutti, non solo il mondo dell’agricoltura, che abbiamo cambiato passo nella lotta alla proliferazione dei cinghiali. E se nel 2016 sono stati eliminati 1.164 capi, nel 2017 puntiamo a raddoppiare gli abbattimenti e negli anni successivi a mettere la parola fine a questo flagello”.

L’assessore regionale al territorio e ai parchi, Cristiano Corazzari risponde così all’intervento sulla stampa del presidente della Coldiretti di Padova, Federico Miotto, a proposito della nota questione riguardante la grande crescita delle colonie di cinghiali nell’area dei Colli Euganei.

“Né la Regione né l’Ente Parco hanno mai sottovalutato il problema – afferma Corazzari – e lo dimostrano le diverse iniziative che in questi ultimi mesi abbiamo avviato, intensificando con decisione e senso di responsabilità la lotta finalizzata a un netto contenimento della popolazione di ungulati nei Colli Euganei”.

“E di pochi giorni fa – evidenzia Corazzari – l’approvazione di una delibera che promuove una revisione di regolamenti e protocolli al fine di abilitare nuovi ‘selecontrollori’, reclutandoli tra i cacciatori, e quindi di incrementare gli abbattimenti e migliorare la gestione delle trappole, il tutto nel pieno rispetto delle norme vigenti che vietano nei parchi e riserve naturali regionali l’attività venatoria, ma non le soppressioni selettive per fronteggiare fenomeni quali il sovrappopolamento. E prima di questa delibera, con l’approvazione dell’ultima legge di stabilità, abbiamo stanziato 200 mila euro per queste stesse finalità, che andavano ad aggiungersi alle altre iniziative promosse in precedenza, sempre d’accordo con le amministrazioni locali e con l’Ente Parco”.

“L’ho già detto e lo ripeto: stiamo attuando un cambio di passo su questo fronte – conclude Corazzari –, proprio perché siamo consapevoli dei pesanti danni che i cinghiali provocano alle colture agricole e all’ambiente e dei gravi rischi che rappresentano per la sicurezza stradale”.
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