nomadi




“Stop ai furti! Maggiori controlli! Leggittima difesa! Chiudete i campi nomadi!”. Siamo abituati a sentire questo tipo di proteste di cittadini veneti contro l’escalation di criminalità. A Vicenza però è accaduto anche il contrario. Questa volta sono stati i nomadi a chiedere sicurezza. Il singolare episodio è avvenuto lunedì 8 febbraio in tarda serata in zona Ca’Balbi, quartiere della zona Est della città, dove si trova uno dei campi nomadi cittadini. Un piccolo campo con un paio di abitazioni. Una segnalazione è arrivata in questura poco prima delle 23. A chiamare una donna nomade residente nel campo impaurita , sotto il cavalcavia di in strada ca’ Balbi 2/a dove risiedono un paio di famiglie.
La donna ha lamentato la presenza di un intruso fra le casette del campo. Sul posto è arrivata una pattuglia delle volanti per controllare, ma l’individuo si era già dileguato quando sono arrivati gli agenti. Secondo quanto ha raccontato la residente del campo un individuo era entrato nel campo nascondendosi.

 

Trovandosi sola con i propri figli piccoli ed avendo paura aveva pensato di chiamare la polizia. Già altre volte, infatti, lo stesso individuo, giovane, alto all’incirca 1 metro e 90, vestito di scuro, con giubbotto e cappuccio, si era nascosto all’interno del campo, dietro qualche siepe o casetta ed era stato sorpreso, dandosi sempre alla fuga. Secondo quanto raccontato dalla donna sarebbe anche il responsabile di alcuni dispetti fatti in passato. In un’occasione avrebbe spento tutti gli interruttori elettrici dell’area, cui si accede dall’esterno. I nomadi temono atti intimidatori e per questo hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine

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