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Aria di epurazioni in casa leghista a Oderzo (Treviso) dopo che il sindaco, Maria Scardellato, ha firmato di suo pugno il documento che unisce in matrimonio due uomini, Pasquale e Andrea, compagni da 11 anni.
“Discuteremo nei prossimi giorni il provvedimento che prenderemo nei suoi confronti” annuncia il segretario provinciale LN Dimitri Coin. Il sindaco, 56 anni, si difende: “non ho fatto nulla di male, non ha a che fare con il partito e la politica”.
Dura presa di posizione delle senatrici del PD Cirinnà, Filippin e Puppato.
“Con la vicenda della sindaca di Oderzo (Treviso) Maria Scardellato, che sta per essere espulsa dal partito per aver rispettato la legge e aver quindi sposato una coppia gay, la Lega ha passato la misura. È gravissimo che un partito politico non solo dichiari esplicitamente di non voler rispettare una normativa dello Stato, ma imponga agli amministratori eletti con le proprie liste di porsi al di fuori della legge. Sottoponiamo il caso al ministero dell’Interno con un’interrogazione parlamentare”. Lo dicono le senatrici del Pd Laura Puppato, Monica Cirinnà e Rosanna Filippin.
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“La sindaca Scardellato, alla quale va tutta la nostra solidarietà – proseguono le senatrici dem – sta rispettando una legge dello Stato, non sviando dalla linea politica del Carroccio, cosa di cui l’accusa il segretario provinciale di Treviso Dimitri Coin. In uno stato di diritto è una differenza sostanziale, che da sempre viene rispettata da chi ricopre un incarico istituzionale, ma che con tutta evidenza, invece, questa formazione politica non coglie. In questo modo la Lega mostra tutta la propria incapacità politica e di governo. Le unioni civili tra persone omosessuali sono riconosciute dallo Stato italiano, che piaccia o meno alla Lega, a Salvini e ai sindaci del Carroccio. Questo comportamento oscurantista è inaccettabile: lo diciamo anche per i sindaci leghisti che intendono invece rispettare i diktat dei vertici del loro partito. In Italia – concludono le senatrici del Pd – evitare di celebrare unioni civili non è nelle disponibilità dei sindaci, anche leghisti, che devono rispettare le leggi”.