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Nell’ultima settimana, l’incidenza dell’influenza stagionale in Veneto è salita a 38,3 malati per diecimila abitanti con circa 19 mila persone che si sono ammalate. Purtroppo si è registrato anche il primo decesso della stagione (l’anno scorso, alla fine, furono 40), in una paziente di 61 anni, residente nel territorio dell’Ulss 16 di Padova, per la quale non è servito nemmeno il trattamento in Ecmo (Extracorporeal Membrane Oxigenation). La donna era affetta da un importante deficit immunitario. Lo comunica il Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della Regione, nel bollettino settimanale emesso oggi.

“Questo ci dà l’occasione per citare un altro termine in voga soprattutto fra gli anziani: il samoro. Deriva da Cimurro e significa più genericamente un’influenza, uno stato febbrile, un malanno generalizzato. “Go ciapà el samòro”… Lo si usa mettendo in guardia qualcuno dalle avverse condizioni meteo, tipo vento o freddo, che potrebbero mettere in pericolo la salute dell’interessato”.

 

Come in ogni annata, al momento la fascia d’età più colpita è quella tra gli 0 e 4 anni, con un’incidenza di 128,7 casi ogni diecimila abitanti. Più contenuta è la situazione negli adulti, mentre è ancora molto basso il tasso d’incidenza sugli anziani.
Sulla base di questo trend, gli esperti si attendono la fase di picco nella seconda metà di febbraio.
I casi gravi sinora segnalati sono in tutto quattro (3 maschi e una femmina, con un’età media di 51 anni), nessuno dei quali risultava vaccinato. “Dispiace molto per la signora che ha perso la vita – dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – ma siamo di fronte ad una malattia che ogni anno, alla fine, provoca dei decessi, che sono una tragedia, ma che non devono ingenerare allarmi. La Sanità veneta – conclude Coletto – è attrezzata ed ha tutta l’esperienza pregressa per rispondere al meglio a tutte le situazioni, anche le più complesse, che può determinare una malattia stagionale”.

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