E’ ormai noto che la tubercolosi è tornata a riprendere piedi in Veneto. Di ceppo africano (meno virulenta) e di ceppo dell’Est europeo (più resistente), favorita dai flussi migratori, si è manifestata diverse volte nelle nostre città. Desta preoccupazione il caso di Vicenza, dove da mesi, una madre (prostituta) ed il figlio non si presentavano al reparto malattie infettive dell’ospedale San Bortolo, dopo il ricovero e le dimissioni, per seguire la terapia che permette la completa remissione della tubercolosi. Un giovane rumeno di 19 anni e la madre di 36, che si prostituisce al Campiello, sono stati intercettati ieri dalla polizia dopo la segnalazione dell’ospedale vicentino.
Non solo, la pattuglia delle volanti ha sorpreso il giovane nel pomeriggio, poco prima delle 16, mentre stava tentando di rubare un borsone da un’automobile parcheggiata e l’hanno arrestato. Stamane la condanna ad 8 mesi di reclusione. E’ stato però accompagnato all’ospedale, per prevenire il rischio di una ricaduta, così come la madre.


I due non sarebbero contagiosi perché sono stati curati all’ospedale. Ma sono assolutamente necessarie cure dopo il ricovero per il rischio che la malattia si ripresenti in forma aggressiva. La madre, conosciuta dalla polizia, è stata trovata al Campiello e portata in ospedale. Quando gli agenti si sono presentati nella sua abitazione era preoccupata perché non aveva notizie del figlio, che avrebbe dovuto assumere alcuni medicinali.

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