Nell’infuocato dibattito sulla carne rossa cancerogena, che sta allarmando milioni di consumatori in tutto il mondo riportiamo due utili contributi. Il primo è di un addetto del settore, il secondo del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Milioni di immagini di alimenti comunemente ingeriti dai consumatori creano preoccupazione e in alcuni casi panico. Mangiare insaccati uccide? E soprattutto, per i Veneti e i Vicentini, la tradizionale sopressa vicentina dop (di origine protetta) è…pericolosa?
Marco Santin, consigliere di amministrazione del Consorzio di Tutela della Sopressa Vicentina ha rilasciato oggi un’intervista alla testata vicentina Tviweb. Un parere, se vogliamo, di parte, ma che ci può offrire elementi per valutare la questione in maniera più pacata. In sostanza… di sopressa non si muore e come spesso accade, regimi alimentari sbilanciati e tossici di americani o anglosassoni, provocano casi giornalistici ed effetti a volte disastrosi sull’economia italiana.
“L’impressione -dice Santin- è che si tratti di una campagna ideologica, conseguente ad alcune considerazioni dell’Oms. Si parla di salutismo più che di tutela della salute pubblica. Alcuni fatti ed elementi statistici vanno valutato in maniera pacata e senza creare allarmismi. Non è possibile determinare un rapporto di causa-effetto in maniera semplicistica sulla base degli studi epidemiologici eseguiti. Si devono cercare le cause di un problema senza cercare un determinismo, un rapporto diretto causa-effetto, valutando i valori percentuali e tutte le variabili in campo.
Se dagli studi è emerso che la maggior parte dei malati di tumore consumano mota carne, possiamo notare che le stesse persone portano vestiti. Un ragionamento deterministico mi porterebbe a concludere che, per evitare il problema dovremmo girare tutti nudi. Non metto in dubbio le conclusioni dello studio”.
Fatte queste premesse, si deve fare una distinzione fra prodotti e produttori?
“Il distinguo andava fatto prima e a prescindere. Gli additivi o le metodologie di lavorazione del cibo sono importanti al di là dello studio dell’Oms. Quello che si ingerisce permette di curarti o di ammalarti, la tua alimentazione è responsabile del tuo stato di salute. La qualità della materia prima è sempre fondamentale. La carne pompata con antibiotici non può essere considerata alla stregua di quella senza tali additivi. Un prodotto di bassa qualità, per esempio, ha molti conservanti. Fermo restando che la manifattura deve garantire la sicurezza alimentare, per cui un piccolo quantitativo di conservanti è necessario. Una volta, senza conservanti, si moriva di intossicazione, cito solo il caso del conte di Cavour, morto dopo aver ingerito del cibo andato a male”.
Che dire della sopressa?
“La nostra cara sopressa è finita come altri prodotti locali in mezzo a un calderone mediatico di proporzioni bibliche. I principali imputati sono il bacon ed il wurstel che subiscono affumicatura. Si accosta prodotti lavorati a chilometro zero e con pochi additivi al tabacco, per esempio. Ma, stando ai dati, i casi di morte collegati al consumo delle carni sono 34.000 con il tabacco parliamo di milioni.
Inoltre si parla di un consumo medio continuativo di almeno 50 grammi al giorni di cane lavorata. Ma, chi di voi mezzo chilo a settimana fra salumi e salsiccia?”.
Come viene prodotta la sopressa vicentina dop?
“In sintesi maiali nascono, vengono allevati, macellati, trasformati e stagionati in provincia di Vicenza, rispettando limiti restrittivi nell’utilizzo di additivi e nell’alimentazione dei maiali. Per cui vi è una bassa percentuale di conservanti e un’alimentazione sana.
E’ ingiusto che un attacco al lifestyle americano colpisca settori tradizionali sani ed è assurdo che nelle campagne stampa non si tengano conto delle migliaia di variabili in campo. Credo che le campagne di alcune associazioni di consumatori che chiedono l’utilizzo della mannaia e misure drastiche siano al limite del vergognoso”


Ecco invece cosa dice Luca Zaia. “I nostri insaccati e le nostre carni – aggiunge Zaia – arrivano al consumatore dopo una minuziosa filiera di controlli, che parte addirittura dalle verifiche veterinarie (e speriamo che nel tagliare la sanità Renzi non sacrifichi anche i nostri valorosi veterinari pubblici), e che finisce sulla tavola del consumatore con tutte le caratteristiche di genuinità e sicurezza”.
“Se l’OMS si riferiva agli eccessi – incalza Zaia – avrebbe dovuto specificarlo molto bene e si sarebbe dovuto tenere conto dell’inevitabile banalizzazione della notizia in ‘la carne fa venire il cancro’. Errore madornale, che rischia di avere conseguenze incalcolabili a causa del sospetto che comunque, pur a fronte di autorevolissime smentite di oncologi ed esperti ai massimi livelli, è stato insinuato nella gente”.
“Un bicchiere di vino a pasto fa bene – dice Zaia – 4 o 5 possono dare qualche problema; frutta e verdura fanno bene, ma anche queste vanno dosate con intelligenza; un paio di uova fanno bene, troppe mettono in croce il fegato. Questo per dire che ogni eccesso fa male, nell’alimentazione come in tutti gli altri aspetti della vita. Carni e insaccati sono stati demonizzati, ma assunti nel quadro di una dieta equilibrata, della quale gli italiani e i veneti sono maestri, sono alimenti sanissimi. Non a caso li prevede anche la tanto, e giustamente, decantata dieta mediterranea. Sempre con giudizio e intelligenza”.
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