Le bande del rame nei cimiteri, le bande del bancomat, le bande degli incappucciati nelle villette… Se aggiungiamo poi le decine di furti e scippi con modalità più semplice (la truffa dell’abbraccio dei nomadi, i finti tecnici che vanno nelle abitazioni, etc…) il bollettino della Cronaca nera veneta è sempre stracolmo di episodi in tutte le provincie. Nelle ultime settimane diversi comuni del Vicentino e del Veronese sono stati presi di mira dai ladri che agiscono in maniera organizzata, soprattutto nel tardo pomeriggio nelle abitazioni e di notte nelle aziende e scappano con refurtive da Paese di Bengodi. Ultimi casi nel vicentino (Schio e Bolzano). Ma cosa si fa? Quasi niente. Le Forze dell’Ordine dispongono di personale sottodimensionato, i cittadini spesso non fanno denuncia. Quelli che vengono individuati, denunciati ed arrestati sanno già che presto saranno liberi. Un Far West dal quale è difficile uscire. Oggi interviene anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, irritato per il taglio delle forze di sicurezza deciso dal governo.
“La situazione complessiva della sicurezza dei cittadini in Veneto -dice- sta degenerando, nonostante gli sforzi ammirevoli di tutte le forze dell’ordine, nessuna esclusa. Lo Stato sta battendo in ritirata rispetto alla delinquenza, micro o macro che sia. Scriverò al Ministro dell’Interno Alfano perché va trovata una soluzione alla paura che ogni giorno di più si insinua nella gente”.
L’allarme arriva oggi alla luce del preoccupante aumento dei casi di cronaca nera che accadono pressoché quotidianamente in più parti del Veneto. “Solo oggi altre due brutte notizie – incalza Zaia – una raffica di furti nel vicentino uno dei quali è degenerato in rapina, e pesanti tagli ai presidi di Polizia nel veronese, dove scompaiono la squadra nautica della Polizia sul Lago di Garda, la postale e la ferroviaria periferica. E poi ogni giorno attacchi anche ai luoghi più impensati, come canoniche, chiese, centri ricreativi, per non parlare delle rapine e dei furti in abitazione”.
“Purtroppo – dice Zaia – siamo di fronte ai primi ma non ultimi effetti di una spending review e di una legge di stabilità cieche e sorde che, per diminuire le tasse, com’è sacrosanto, stanno colpendo due cardini della nostra società come sicurezza e salute. Regione e Comuni, con le loro polizie locali, non possono certo farsi carico di questa situazione – aggiunge Zaia – ed è irrinunciabile, ancorchè già tardivo, un intervento dello Stato. Lo chiedo a gran voce al Ministro Alfano in termini di maggior disponibilità di uomini e mezzi, perché uno Stato che non fa tutto il possibile per la sua sicurezza è di fatto uno Stato fallito”.