Nei giorni scorsi il Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza ha dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo, per equivalente, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Vicenza, dott. Roberto Venditti, che ha permesso di vincolare a garanzia dei debiti previdenziali e assistenziali numerosi immobili, tra terreni e fabbricati, rapporti bancari, quote azionarie e strumenti finanziari per un valore complessivo pari a 1.795.000 euro (il provvedimento è stato confermato anche dal Tribunale del riesame).Il sequestro scaturisce da una complessa attività d’indagine – coordinata dalla dott.ssa Silvia Golin, Sostituto Procuratore di Vicenza e condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza – che ha portato alla luce un articolato sistema di frode attraverso il quale, una pluralità di imprese vicentine, con una posizione debitoria nei confronti degli Enti previdenziali ed assistenziali, hanno annullato tali debiti utilizzando, in compensazione, crediti d’imposta inesistenti riconducibili a “società cartiere”, gran parte con sede a Roma.
Le indagini, oltre a consentire di quantificare il danno erariale, hanno accertato il coinvolgimento di 13 persone fisiche (di cui: 6 della provincia di Vicenza, 4 della provincia de L’Aquila, 1 della provincia di Roma, 1 della provincia di Napoli e 1 della provincia di Ancona), 8 società beneficiarie (tutte con sede nella provincia di Vicenza) e 6 società “cartiere” (dislocate 5 nella provincia di Roma e 1 nella provincia di Napoli). Tutti sono stati denunciati per il reato di cui all’art. 10 quater del D.Lgv. n. 74/2000 (indebita compensazione). Per quattro di questi è stata ipotizzata anche l’associazione per delinquere (art. 416 C.P.).
Nello specifico, è stato accertato che due professionisti, entrambi vicentini, a conoscenza dei meccanismi dell’istituto della “compensazione” e della mancanza di coordinamento informatico nella gestione delle partite creditorie e debitorie degli Enti interessati, attraverso le loro consulenze professionali hanno consentito ad 8 società di compensare le proprie posizioni debitorie nei confronti dell’Inps e dell’Inail, mediante l’utilizzo di crediti inesistenti vantati da sei società, qualificabili come c.d. “cartiere”.

 

In altre occasioni, è stato riscontrato, invece, che sono stati gli stessi amministratori delle società beneficiarie a creare propri crediti d’imposta fittizi, simulando investimenti in aree svantaggiate o relativi all’incremento occupazionale al fine di compensare propri debiti previdenziali e assistenziali.
In sostanza, la frode fiscale è stata realizzata attraverso l’uso improprio dell’istituto della compensazione cosiddetta “orizzontale”, introdotto dall’art. 17, del D.Lgs. 241/1997, che, mediante la presentazione del Modello “F24”, dà la facoltà di compensare debiti e crediti che soggetti diversi hanno o vantano nei confronti di più enti impositori, quali lo Stato, l’Inps, gli Enti Locali e l’Inail.

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