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Dire che il web si scatena è quasi un’ovvietà. Ma difficile aspettarsi reazioni di diverso tenore quando degli ex consiglieri regionali che godono di vitalizio protestano perché gli viene toccato quello che viene quasi universalmente percepito come un privilegio. La lettera di Severino Galante ex PCI, ex consigliere regionale ed ex deputato rivolta a sessantina consiglieri regionali del Veneto diffidandoli dall’approvare la legge che dovrebbe istituire il contributo di solidarietà per chi gode dei privilegi della politica, come sono appunto i vitalizi, ha suscitato non solo a Palazzo Ferro Fini ma anche fuori, molta indignazione. Che viene proprio dalla parte politica dell’ex politico. La legge prevede che chi gode soltanto del vitalizio regionale dovrà rinunciare, quale contributo di solidarietà, a una quota variabile tra il 5 e il 15 per cento, oltre a una somma fissa. Ma chi gode di più vitalizi – Regione, Parlamento italiano, Parlamento europeo – avrà una maggiorazione: in pratica il contributo di solidarietà varierà tra il 7 e il 21 per cento del vitalizio. In epoca di tagli diretti ed indiretti per tutti sembra il minimo, davvero il minimo che si può fare.