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«Finalmente possiamo confrontarci nel merito: dopo dieci anni di annunci, prima di Galan poi di Zaia, arriva una proposta nero su bianco. Purtroppo, all’apertura del negoziato fa da contraltare il sostegno del referendum quale preludio alla secessione. Un atteggiamento che apre perplessità sulla realtà volontà di dialogare col Governo e che rischia solo di aprire un muro contro muro». Così il consigliere regionale del Pd Stefano Fracasso commenta la presentazione da parte della Regione della richiesta al Governo di aprire negoziato per l’autonomia e promuovere referendum consultivo.

«Istruzione, sociale, politiche per il lavoro, turismo: su queste materie – continua Fracasso – il Veneto può assicurare efficienza e autonomia, e su questo siamo pronti alla discussione. Zaia formula la proposta di autonomia sulla base di un articolo della Costituzione, il 116, che è già stato modificato dal Parlamento e in autunno sarà sottoposto a referendum nazionale, perciò i due referendum sono incompatibili. Zaia vuole davvero l’autonomia? Allora si ragioni da adesso sulla nuova Costituzione, quella con il Senato delle Regioni e su quella si apra il confronto con il Governo».
«Se Zaia vuole realmente aprire un confronto con il governo per fare guadagnare al Veneto e ai veneti autonomia ed efficienza deve però evitare di “dare i numeri”. La parte più debole della proposta Zaia è proprio quella fiscale. Il residuo fiscale era di 10 miliardi di euro fino a due anni fa, poi è diventato di 15 e adesso è addirittura di 20 miliardi! Lo studio fatto dalla regione Lombardia (2014) scrive che il residuo fiscale del Veneto è 11,3 miliardi, e il rapporto tra il “dare” e “avere” si attesta a 82%. Ogni cento euro di tasse, ne tornano 82. La parte più debole della proposta Zaia è proprio quella fiscale».

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