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I carabinieri di San Bonifacio (Verona) hanno intensificato la protezione alle sorelle di Pietro Maso in seguito alle minacce di morte che il fratello avrebbe rivolto alle due donne. Maso, 44 anni, nel 2013 ha finito di scontare 22 dei 30 anni di condanna per avere massacrato assieme a tre amici i genitori nel febbraio 1991 a Montecchia di Crosara (Verona). Pietro Maso il mese scorso era già stato denunciato in seguito ad un esposto presentato dalle sorelle dopo avere inviato per sbaglio a una di loro un sms minaccioso nel quale chiedeva soldi ad un uomo che gli aveva già prestato denaro, adesso avrebbe rivolto gravi e fondate minacce di morte alle sorelle Nadia e Laura. E per questo i militari dell’Arma, che già le tenevano sotto controllo, le hanno informate delle minacce intercettate in alcune telefonate di Pietro Maso, rafforzando il servizio di protezione nei loro confronti.

Pietro Maso è il protagonista reo confesso di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 nella sua casa di Montecchia di Crosara uccise entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari.Il 15 aprile 2013 Pietro Maso è stato rimesso in libertà.[7] Sempre nell’aprile 2013 è uscito il libro scritto assieme alla giornalista Raffaella Regoli, intitolato Il male ero io (Mondadori), dove racconta il delitto, ma soprattutto il suo percorso di riscatto durante i ventidue anni passati in prigione. Da mercoledì 15 maggio 2013 a giugno 2015 lavora presso l’emittente cattolica Telepace. Oggi vive in Spagna nella città di Valencia.

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