profughi




«La mia non è una minaccia, ma se non si troveranno nuovi alloggi per maggio, sarò costretta a requisire gli appartamenti sfitti». Fanno discutere e sollevano proteste le parole del prefetto di Treviso, Laura Lega, di fronte a una cinquantina di rappresentanti dei Comuni della provincia.
«Se non si trova posto per i nuovi profughi in arrivo, finiranno presto in mezzo alla strada diventando un problema di sicurezza. LaPrefettura ha ormai raschiato il fondo del barile, quanto a ricerca di alloggi. Vi avverto: ora l’acqua è alle ginocchia, tra un po’ sarà alla gola, poi ci servirà la canna per respirare» ha dichiarato. All’incontro, ironia della sorte, non hanno partecipato i sindaci della Lega e malumori sono emersi anche da quelli di centrosinistra. L’incontro era stato fissato per novità e aggiornamenti sulla situazione profughi, ma si è risolto in un mal di pancia generale. I primi cittadini sono stati invitati a intensificare gli sforzi per rendere possibile l’accoglienza diffusa. Dovrebbero cercare, in assenza di strutture pubbliche a instaurare un dialogo con i proprietari di case sfitte con lo scopo di convincerli a metterle a disposizione dei nuovi arrivati. Dopo il rallentamento del flusso dei mesi invernali, è facile pensare che a breve gli sbarchi ricominceranno in maniera massiccia e allora il problema ri-diventerà concreto, una spada di damocle su centinaia di Comuni Veneti. Il prefetto Lega ha rilevato come la Marca rappresenti un’anomalia a livello nazionale, perché non darebbe adeguate risposte al problema come avverrebbe in altre zone.

«Cerco soluzioni e le voglio trovare insieme a voi», ha detto il prefetto ai primi cittadini. «Non voglio seguire la strada della costrizione. E quindi mi auguro di non dover passare alle requisizioni, perché vorrebbe dire per tutti noi alzare bandiera bianca. Sarebbe un fallimento». In sostanza se entro qualche mese non arriveranno risposte si potrebbe arrivare alle requisizioni.

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