pakistani polizia



Erano arrivati a Vicenza in autunno, dopo essere sbarcati in Sicilia e dopo aver chiesto lo status di rifugiati. Godevano del programma di protezione ed erano alloggiati in un appartamento di una struttura ricettiva in Strada Marosticana a Vicenza. Una condizione non bastava loro, tanto che avevano iniziato a chiedere il pizzo ai connazionali. Li minacciavano e li costringevano a consegnare il pocket money, i soldi i contanti che la cooperativa somministrava (75 euro al mese ogni persona). Poi li spendevano per divertirsi e ubriacarsi. Una situazione fatta di minacce e soprusi che un 19 enne connazionale aveva avuto il coraggio di segnalare alla cooperativa ma che ha dovuto pagare. E’ stato insultato, aggredito e costretto a subire per giorni abusi sessuali e torture. La polizia di Stato di Vicenza ha arrestato tre individui di nazionalità pakistana: Ullah Noman, di 27 anni, Cheema Jabel Abbas di 32 anni, Ghulam Rasool Imran di 32 anni.
Il giovane immigrato vittima degli abusi era arrivato a Vicenza ai primi di dicembre ed era stato ospitato all’Hotel Adele prima di essere dirottato agli appartamenti di Strada Marosticana. Anche a lui -riporta la testata vicentina Tviweb- come ad altri ospiti, è stato imposto con minacce ed angherie, di consegnare i soldi. A scatenare la furia dei tre nei suoi confronti, il fatto che si fosse ribellato ed avesse segnalato ai responsabili della cooperativa la situazione di illegalità creatasi nella struttura di accoglienza. La cooperativa a sua volta aveva informato la prefettura, che aveva diffidato i tre (a metà dicembre del 2015) a mantenere un comportamento consono alla vita di comunità.

 

I tre si sono vendicati. Alla sera, dopo cena, lo facevano ubriacare fino a fargli perdere quasi conoscenza e poi lo violentavano a turno. Riprendevano le scene con un telefonino. Se il giovane avesse reagito o avesse denunciato quanto accadeva, le avrebbero diffuse all’interno della comunità pakistana.
Un incubo iniziato il 19 gennaio e durato fino al 5 febbraio quando il giovane ha deciso di raccontare tutto agli operatori della cooperativa. Avevano notato che stava vivendo uno stato di profondo disagio e l’hanno convinto a parlare. Agivano con estrema violenza, insultando la vittima e portandola ad uno stato di prostrazione e sudditanza psicologica tale da renderlo quasi catatonica. In un’occasione gli hanno provocato delle ustioni di secondo grado sulle natiche apponendo due monete arroventate. Per questo il giovane è stato ricoverato con una prognosi di 20 giorni nel reparto di chirurgia plastica dell’ospedale.
I tre sono stati portati in carcere a Vicenza e sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata dall’aver costretto la parte offesa ad assumere sostanze alcoliche, oltre che di lesioni pluriaggravate e diversi reati verso il 19 enne ed altri membri della comunità pakistana.

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