profugh

Per essere aggiornati sulle notizie e le curiosità del Triveneto iscriviti al gruppo “VENETO NOTIZIE”, oppure clicca ‘mi piace’ sulla pagina Facebook di VENETIANPOST



Sono partiti dal piazzale del centro di accoglienza di Conetta, frazione di Cona, un pullman e due furgoncini con a bordo parte dei cento migranti da accompagnare in analoghe strutture in Emilia Romagna. Le operazioni di imbarco sui mezzi si sono svolte senza problemi.
    Un secondo pullman è ancora posteggiato nell’area interna attorniato da gruppi di persone, uomini e donne, che attendono di salire per partire. Sul pullman che si allontanato dal centro, da quello che si è potuto capire, hanno preso posto soprattutto coppie di migranti che troveranno ospitalità assieme in uno dei centri previsti dal trasferimento.
   
“Alla rivolta nel centro di accoglienza di Cona il governo Gentiloni-Alfano risponde col trasferimento in Emilia Romagna di 100 immigrati su circa 1500.
    C’è qualcosa di più ridicolo? Per Fratelli d’Italia quel centro va chiuso domani mattina, i finti profughi che hanno devastato la struttura vanno espulsi e i soldi risparmiati (che ora finiscono nelle tasche delle coop) spesi per i disoccupati veneti. Tutti in piazza a Roma il 28 gennaio: gli italiani hanno il diritto di avere un governo che faccia i loro interessi e non quelli delle coop e dei clandestini”. Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Quello che adesso bisogna fare sono: respingimenti, anche con l’uso della forza, di tutti coloro che tentano di entrare nelle nostre acque o sbarcare sulle nostre coste”. Lo afferma Roberto Calderoli, senatore della Lega Nord, che, dopo i disordini a Cona, chiede anche la “riapertura immediata dei Cie, andando a riprendersi gli immigrati sparsi sul territorio, per identificarli e rimandarli a casa; immediati rimpatri, riportandoli sulle coste da dove sono partiti indipendentemente dallo Stato di loro provenienza, con le navi che stiamo utilizzando per raccoglierli in mare, per procedere a rimpatri di massa essendo assolutamente ridicolo e inutile organizzare voli charter da poche decine di persone quando in alcune giornate di clandestini ne arrivano a migliaia; individuazione di un’isola dove collocare tutti coloro che non si è in grado di rimpatriare”. E ancora “stop alla collocazione distribuendoli ai Comuni”.

PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTIZIE




Danneggiamento, violenza privata ma anche sequestro di persona: sono le tre possibili ipotesi di reato sui cui sta lavorando la procura di Venezia in relazione alla protesta di un gruppo di migranti nel centro di accoglienza a Conetta, frazione di Cona (Venezia), che ha costretto l’altra notte alcuni operatori del centro a rimanere bloccati dentro la struttura. Il dato è stato ricordato nel corso della riunione svoltasi in procura alla presenza del procuratore aggiunto Carlo Nordio, a cui hanno preso parte i rappresentanti di polizia e carabinieri impegnati nelle indagini. “Quella del sequestro di persona – ha detto Nordio – è una ipotesi che va valutata bene ma con cautela. Le eventuali responsabilità penali sono personali e non di gruppo”.