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Il Vicentino offre quotidianamente delle sorprese. L’ultima? Roma sarebbe stata fondata da due vicentini, Romolo e Remo, che avrebbero detto: “Ndemo vanti, dai che fondèmo Roma”.
Parliamo della vicenda del teatro comparso dal nulla in località Fontega di Arcugnano, denominato Anfiteatro del Porto degli Angeli e destinato a guadagnarsi una platea quasi planetaria. Non solo perché il manufatto ha una capienza di migliaia di posti ed è stato creato all’insaputa di (quasi) tutti, ma perché la ricostruzione storica (fatta dopo la sua recente edificazione) da parte di Franco Malosso von Rosenkrantz, suo proprietario, è destinata a rivoluzionare i manuali di storia sui quali abbiamo studiato.
Vi ricordate il sussidiario? Dimenticatelo. Dimenticate Villari, Momigliano, Mommsen e pure Enzo Biagi con la sua storia a fumetti. Roma è stata fondata da due arcugnanesi, Romolo e Remo.
Malosso ha riferito ieri sera che il sito è noto alla Soprintendenza dei beni culturali. Da anni periti, storici e archeologi farebbero la spola ad Arcugnano, non di una ma di tre Soprintendenze.
Malosso von Rosenfranz ha ribadito l’origine greca del teatro, che risalirebbe al secondo millennio Avanti Cristo.
Fu un santuario degli Henetoi (veneti). Sarebbe stato oggetto di un recupero nella seconda metà dell’800 e più recentemente negli anni ’80 e ’90.
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Poi il colpo di… teatro. Vero e proprio: «Romolo e Remo sono partiti da Arcugnano». A sostenerlo sarebbe stato il filosofo Strabone. I Celti di mare, poi chiamati Henetoi, mescolatisi con tribù giuliane ed hanno colonizzato il territorio che
va da Arcugnano ad Este, spingendosi poi verso Sud fino a Roma.
Insomma, se Roma è Caput Mundi, pensate al valore immateriale di storia, tradizione (e marketing) che potrà acquisire Arcugnano. Magari Romolo e Remo, vicentini con un po’ di sangue giuliano e quindi immaginiamo che la porzione di sangue sia stata minima rispetto all’alcool, si chiamavano Peotta, Rappo, Bedin o Valdemarca… ed ora Roma trema!