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La Guardia di Finanza di Padova ha sequestrato il patrimonio mobiliare e immobiliare dell’ex sindaco del Comune di Abano Terme Luca Claudio, detenuto dal 23 giugno 2016 presso la Casa Circondariale di Padova, e dell’ex sindaco del Comune di Montegrotto Terme, Massimo Bordin, per oltre 1,8 milioni di euro. Tra i beni sequestrati 9 immobili di proprietà delle società Soleluna Srl e Rls Srl, riconducibili di fatto a Luca Claudio, ed un appartamento a Roma intestato alla moglie dell’ex Sindaco di Abano Terme. Il Gip del Tribunale di Padova ha disposto non solo il sequestro delle somme che costituiscono i proventi delle tangenti, ma anche quelle di cui Luca Claudio non ha saputo spiegare la provenienza. In pratica è stato sequestrato il patrimonio da lui accumulato negli ultimi 10 anni, in quanto sproporzionato al suo reddito.

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Intanto l’ex sindaco resta in carcere perché è stato considerato, nonostante il patteggiamento a 4 anni e alla offerta di quattro case come risarcimento, una persona pericolosa e per nulla pentita. Queste in base alle motivazioni del Gup Tecla Cesaro, a rigettare l’istanza di richiesta di scarcerazione presentata dai legali dell’ex re delle Terme, Ferdinando Bonon e Giovanni Caruso. In ogni caso anche se il Gup avesse espresso parere positivo, Claudio sarebbe rimasto dietro alle sbarre perché raggiunto dalla seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere relativa all’ex discarica di Giarre.
Il Gup nella sua motivazione ha spiegato che… “L’applicazione concordata della pena (il patteggiamento) risulta essere frutto di una mera scelta processuale dettata da una valutazione di convenienza in termini di sconto di pena, e non appare sintomatica di alcuna forma di pentimento da parte dell’imputato”.