sexting



Centinaia di minorenni veneti a rischio denuncia. E’ questo lo spettro del ‘Sexting’, la moda che si sta diffondendo in tutto il mondo. Sexting è un neologismo inglese e nasce dall’unione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare SMS) ed è utilizzato per indicare l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici. Si è diffusa negli ultimi mesi tra gli adolescenti, sempre più connessi alla rete e dotati di dispositivi come smartphone e tablet. Minorenni inconsapevoli che questa azione può avere conseguenze legali molto gravi e autentiche grane per le loro famiglie. L’allarme arriva dalla questura di Vicenza, ma in realtà riguarda tutta la regione. Alcuni adolescenti di Vicenza rischiano la denuncia per diffamazione e diffusione di materiale pedo-pornografico dopo una gooliardata apparentemente innocua.
IL CASO
Come riporta la testata giornalistica www.tviweb.it una ragazza di 16 anni, Lisa, residente nell’Alto Vicentino, ha inviato una sua foto di nudo a degli amici su Whatsapp. La foto è stata postata sul sito Ask.fm, dove è stata commentata pesantemente dagli utenti e anche dai tre ragazzi, tutti con età compresa fra i 14 e i 16 anni. La situazione è sfuggita di mano, la ragazza si è resa conto di essere stata diffamata e i giovani sono stati convocati in questura. Sulla loro testa una denuncia di diffamazione. Ma rischiano anche una denuncia per diffusione di materiale pedo-pornografico, come pure la ragazza. Una cosa che gli adolescenti non sanno, infatti, è che la pubblicazione della foto del proprio corpo, rischia di farli incorrere in questo grave reato, con conseguenze pesantissime sotto il profilo giudiziario, senza parlare di quello psicologico e sociale, perché esposti ad una gogna che può diventare insopportabile. Non sono infrequenti casi di suicidio fra i minori, dopo che questi hanno incautamente postato le loro foto. Una volta pubblicata non è più di proprietà di chi la posta e soprattutto non potrà essere cancellata.

 

Sono ormai un centinaio le chiamate in questura da parte di genitori vicentini disperati che si sono trovati nel ciclone mediatico-web del sexting, con figli esposti al pubblico, anche se per loro iniziale scelta. Su qualche decina di casi la polizia sta approfondendo le indagini e nel caso di cui abbiamo scritto le conseguenze legali arriveranno.
Tali foto corrono il rischio di essere ‘pescate’ da siti pornografici, all’insaputa del soggetto fotografato. Serve uno stretto controllo degli adulti a monte. I ragazzini di 13 anni hanno spesso già un profilo Facebook, possiedono uno smartphone (con fotocamera) e utilizzano Whatsapp. Strumenti che possono diventare un’autentica bomba. Ci accorgiamo dalle segnalazioni -continuano- che i genitori conoscono poco o per nulla la vita informatica dei figli e soprattutto che gli adolescenti sono totalmente inconsapevoli di quello che fanno. Scattano e inviano foto in modo innocente (alle volte meno innocente). Anche se adolescenti rischiano di sporcare la loro fedina penale oppure di far sobbarcare pesanti costi giudiziari ai genitori di fronte ad una denuncia per minaccia e diffamazione.

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