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Sette misure cautelari, assieme a una sessantina di perquisizioni, nel quadro di una indagine su infiltrazioni di stampo mafioso nel tessuto economico del Nord Italia, sono in corso di esecuzione da parte dei carabinieri di Venezia. I provvedimenti, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Venezia, riguardano una banda ritenuta contigua alla ‘ndrangheta calabrese che operava attraverso l’acquisizione di società in difficoltà che venivano intestate a prestanome e attraverso le quali venivano realizzate truffe ai danni di ditte fornitrici dei più diversi generi, di istituti di credito e finanziari. Il volume d’affari stimato delle truffe è attorno ai 12 milioni di euro.
“Una stangata memorabile, a dimostrazione che il crimine può essere organizzato quanto vuole, ma in Veneto trova sempre pane duro per i suoi denti, grazie all’abilità di inquirenti e forze dell’ordine, pur alle prese con una guerra impari per la scarsità di mezzi di cui dispongono”.
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Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta “con gratitudine” l’operazione, coordinata dalla Procura Antimafia di Venezia e attuata dai Carabinieri di Venezia, che ha portato a numerosi arresti e a una sessantina di perquisizioni e iscrizioni nel registro degli indagati nell’ambito dell’indagine “Nuova Frontiera”.
“Oltre 150 imprese truffate per un volume d’affari di svariati milioni di euro – aggiunge Zaia – testimoniano della vastità e dell’importanza di questa operazione portata a termine con un’attività investigativa estremamente complessa. Un nuovo segnale, forte e chiaro al crimine”.