VENETO – UN TEATRO NAZIONALE, L’UNIONE FA LA FORZA

VENETO – UN TEATRO NAZIONALE, L’UNIONE FA LA FORZA

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha annunciato nel pomeriggio la decisione di far diventare il Teatro Stabile del Veneto un teatro di caratura nazionale, insieme ad altre sei strutture a cui ha attribuito la prestigiosa qualifica prevista dalla nuova normativa della prosa. “È il riconoscimento della dimensione metropolitana che lo Stabile del Veneto ha assunto in una regione di grandissima tradizione e cultura teatrale – spiega Angelo Tabaro, presidente del Teatro Stabile del Veneto -. Abbiamo annunciato, infatti, l’entrata – decisa alla fine dello scorso mese di gennaio – del Teatro Stabile di Verona a rafforzare la nostra compagine, conferendole un radicamento sul territorio e una potenzialità culturale che ha pochi eguali nel nostro Paese”.
La decisione del Ministero giunge come una conferma della qualità del progetto dello Stabile, rivolto al potenziamento dell’offerta verso il pubblico e alla valorizzazione dei talenti e delle risorse del territorio “facendo al contempo sì che – come ha sottolineato Massimo Ongaro, Direttore dello Stabile – il nostro Teatro si candidi a diventare interlocutore privilegiato per grandi progettualità che garantiscano apertura verso il mondo. Un compito nel quale siamo felici di avere assieme a noi il Teatro Stabile di Verona, il cui direttore, Paolo Valerio, ha da subito creduto alla bontà di una scelta innovativa che mette insieme teatro pubblico e teatro privato”.

La nuova normativa nazionale ha innovato i metodi e i contenuti per il riconoscimento del ruolo e per la corrispondente partecipazione dei teatri di produzione ai finanziamenti del Fondo Unico dello Spettacolo. I due teatri stabili veneti avevano cominciato a lavorare per dar seguito a questi nuovi criteri, il rispetto dei parametri massimi di attività e il livello massimo di partecipazione al Fondo Unico dello Spettacolo. Il Teatro Stabile di Verona per essere riconosciuto tra i teatri di rilevante interesse culturale, con parametri di attività minori e conseguente minore disponibilità di accesso ai finanziamenti del Fondo unico per lo Spettacolo, ha iniziato ad entrare nel percorso di semplificazione, riorganizzazione e razionalizzazione del sistema teatrale del Veneto.

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