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La Guardia di Finanza di San Donà di Piave controlla un “call center”: accertati 34 lavoratori “in nero” ed irregolari. Le Fiamme Gialle della Compagnia di San Donà di Piave hanno concluso nei giorni scorsi una serie di controlli amministrativi a carico di due società, entrambe gestite dal medesimo imprenditore, residente a Torre di Mosto, attive nella vendita a domicilio di tappeti. Per procurare ai vari agenti appuntamenti con la clientela, le due imprese si erano dotate, come da prassi commerciale, di un apposito “call center” interno, sul quale si sono concentrate le attenzioni dei finanzieri che, grazie a specifici sopralluoghi ed appostamenti, hanno potuto constatare come il numero dei soggetti che quotidianamente vi si recavano al lavoro era di gran lunga superiore al numero di addetti ufficialmente assunti. Effettuato l’accesso presso i locali aziendali, i militari hanno in effetti rilevato la presenza di numerosi lavoratori, chiaramente intenti a procacciare per telefono appuntamenti a domicilio. Sono seguite quindi le domande di rito ai presenti, con riguardo al loro profilo d’impiego. Le risposte del personale e le evidenti discrasie con la documentazione ufficiale tenuta ai fini fiscali, previdenziali ed assicurativi da parte delle due imprese, hanno fatto emergere un quadro di complessiva irregolarità, sin dal 2011, dei rapporti di lavoro riscontrati dai finanzieri. Dalle attività ispettive è emersa, dunque, un’intera articolazione aziendale che faceva ricorso generalmente a soggetti di giovane età, assunti “in nero” o comunque in maniera irregolare. Gli impiegati erano, peraltro, all’oscuro del cambio di datore di lavoro, verificatosi all’inizio del 2016, col passaggio nella gestione del “call center” da una società all’altra. Al termine delle attività ispettive i finanzieri hanno accertato la presenza di 26 persone impiegate del tutto “in nero” e di altre 8 assunte o retribuite in maniera irregolare. È stato inoltre calcolato che le paghe ufficialmente attribuite erano inferiori al 20% dell’importo realmente corrisposto “fuori busta”, ovvero in violazione degli obblighi fiscali e previdenziali. L’ammontare complessivo del “sommerso” accumulato negli anni è stato quantificato in circa 410.000 euro. Tutta la documentazione acquisita verrà posta a disposizione della competente Direzione Territoriale del Lavoro per gli approfondimenti di competenza. L’operazione di servizio, volta in particolare alla tutela di una fascia tipicamente “debole”, quale quella dei giovani in cerca di un’occupazione, eventualmente anche provvisoria o precaria, segue un’analoga recente attività delle Fiamme Gialle di San Donà di Piave, nell’ambito della quale è stato accertato l’impiego di 10 lavoratori “in nero” in un bar con “Dehors” molto frequentato, ubicato in una zona centrale della città. Tali risultati sono il prodotto di un generale rafforzamento del dispositivo di prevenzione e contrasto approntato sul territorio dalla Guardia di Finanza, in vista della stagione estiva appena iniziata, a tutela dell’economia legale e degli interessi finanziari dello Stato. PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTIZIE