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Dopo il torbido affare della parrocchia di San Lazzaro, con festini ed orge organizzate da parroci, la Diocesi di Padova si trova ad affrontare un altro scandalo, che parte da una presunta violenza sessuale da parte di un parroco quarantenne su un ragazzino 15enne. “Amarezza e dolore per una vicenda che, se dimostrata, adombra l’opera silenziosa e preziosa di tanti sacerdoti dediti al servizio delle proprie comunità”. E’ il commento della Diocesi di Padova in relazione al caso di una presunta violenza sessuale in una canonica dell’area di Monselice ai danni di un ragazzino quindicenne. Secondo l’adolescente, il parroco lo avrebbe palpeggiato. La Diocesi di Padova si dice a conoscenza del procedimento penale. Il sacerdote ha dato le dimissioni da parroco nel luglio 2016 ed è attualmente esonerato da ogni incarico.
Il sacerdote avrebbe palpeggiato il ragazzo facendolo poi sedere sulle sue ginocchia prima di simulare un atto sessuale. L’episodio sarebbe avvenuto un anno fa nei locali della canonica. Il ragazzino si sarebbe prima confidato con i genitori prima sporgere denuncia dai carabinieri.
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Il parroco ha ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato. Ieri il giudice dell’udienza preliminare Margherita Brunello -secondo quanto riporta il Gazzettino-
avrebbe dovuto pronunciare la sentenza ma difesa e parte civile si sono date battaglia sull’utilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche, raccolte dai militari dell’Arma durante le indagini. Si tratterebbe delle conversazioni tra il parroco, lo psicoterapeuta che l’ha in cura e il padre confessore nelle quali il parroco avrebbe parlato dell’episodio, ma il difensore chiede la loro inutilizzabilità ai fini del giudizio.