Tutti pensano a Venezia, come alla città più bella del mondo ma anche come un grande macchina degli incassi. Avvicinarsi alla perla del Mediterraneo è sinonimo di impegno di spesa (parcheggi, servizi, accesso a bar e locali). Per questo risulta come minimo choccante la situazione nella quale versano le casse comunali. Stando a quanto riposta il Gazzettino sono sessanta milioni gli euro di sforamento del patto di stabilità e, al momento attuale, non sarebbe possibile con le risorse date, chiudere il bilancio di previsione 2015 senza un intervento del Governo. Senza un aiuto consistente da Roma (50 milioni di euro e l’azzeramento delle sanzioni), si dovrà pensare a provvedimenti strutturali di riequilibrio da diluirsi in più anni. L’alternativa, il rientro in un anno, sarebbe la più difficile delle scelte, con la sospensione di tutti i servizi, l’azzeramento della parte variabile degli stipendi e l’innalzamento al massimo delle tasse con azzeramento delle esenzioni.
Il destino del Comune sarebbe -sempre secondo il Gazzettino- strettamente legato a quello della controllata Casinò di Venezia Spa, società che al momento attuale brucia risorse, continuando a perdere incassi, invece che conferirle all’ente locale. Eppure in pancia Cmv ha una dote ricchissima (immobiliare) che sarà necessariamente utilizzata nel corso di quest’anno per riportare alla normalità il bilancio dell’amministrazione comunale.