Gang di minorenni stanno dando il meglio di se nel Veneziano. Alcuni giovani hanno preso di mira un senzatetto che si stava apprestando a passare la notte davanti alla chiesa di Sant’Antonio a Marghera. Capo della mini-banda un 15enne che in delirio di onnipontenza, spalleggiato dai suoi amichetti, tutti minorenni ha scatenato la sua furia sul clochard e lo stava facendo anche verso la compagna, se i cuoi commilitoni non avessero chiesto di smetterla.
E’ successo nella notte tra martedì e mercoledì nella città giardino: a un certo punto un gruppetto di quattro o cinque adolescenti, tra cui un italiano di origini dell’Est Europa, si avvicina a una coppia di senzatetto che stava sistemando i propri giacigli di fortuna davanti alla chiesa di Sant’Antonio. Scattano subito le prese in giro, le frasi volgari, dopodiché un 15enne vuole andare oltre. Prende in mano un corpo contundente, forse un ramo o comunque uno strumento trovato sul posto, e inizia a colpire ripetutamente il clochard su tutto il corpo, procurandogli ferite guaribili in otto giorni per un trauma alla fronte.
Mentre già la sua attenzione si stava spostando sulla donna (lui ha 44 anni, lei è più o meno sua coetanea) gli amici lo inducono a fermarsi. Quindi il gruppetto si allontana dalla chiesa a bordo di due scooter, lasciando la possibilità ai senzatetto di chiedere aiuto: raggiungono a piedi il sottopasso ferroviario di via Ulloa, segnalando l’accaduto alla polfer. Nel frattempo la baby gang non si dà per vinta: la loro serata brava era appena iniziata. Una residente, infatti, chiama il 113 segnalando che un gruppetto di giovani stava cercando di smontare uno scooter a Marghera in via Seismit Doda. Lo stesso era stato trafugato poco prima in piazza Mercato.

La richiedente conosce il proprietario del motociclo, quindi ha capito subito cosa stava succedendo. Sul posto interviene la volante della questura, che blocca poco distante due del gruppetto, i quali telefonano anche ad altri due compari. Si tratta di due 15enni di origini romene e di due veneziani più o meno coetanei. Proprio mentre le forze dell’ordine stavano procedendo per tentato furto in concorso, dalla polfer è arrivata la segnalazione di quanto accaduto poco prima. Con un particolare: l’aggressore era stato chiamato per nome dai suoi amici e indossava una felpa particolare. La stessa che uno dei quattro fermati aveva addosso. Nome e indumenti corrispondevano, dunque il 15enne, oltre a una denuncia per il tentato furto dello scooter, dovrà rispondere anche di lesioni