Nella variopinta serie di episodi di microcriminlità diffusi nel territorio italiano ne raccontiamo uno accaduto a Vicenza l’altro ieri. Giovedì mattina alle 6 si presenta al pronto soccorso dell’Ospedale San Bortolo un cittadino serbo, Slobodan Stanoevic, di 35 anni, immigrato residente a Vicenza. Ha una ferita alla mano e si mette in fila come gli altri pazienti. Quando il medico gli si avvicina per curarlo e gli chiede le cause dell’incidente, l’uomo, in tutta tranquillità, racconta di essersi fatto male compiendo un furto nella notte. Automaticamente è scattata una segnalazione in Questura e dopo le cure, il serbo è stato condotto alla polizia per ulteriori accertamenti. Non sono riusciti a ricavare ulteriori informazioni, solo che il tentato furto sarebbe stato fatto nel centro cittadino.

Sono scattate quindi subito delle indagini per capire, di fronte alla reticenza, a quale furto fosse collegato l’incidente. A tale scopo sono stati anche avvertiti i carabinieri. Niente da fare, nessuna segnalazione al momento e l’uomo è stato rilasciato. Ha confessato probabilmente sicuro di non correre rischi, sicuro dell’impunità. La sua “confessione” non ha riscontri. Del resto non finiscono dentro nemmeno i malviventi colti sul fatto, per cui avrà pensato di non correre alcun rischio.